Se oggi chiudo gli occhi, forse domani non li riaprirei, ho gettato la spugna consustanziale alle orme d’un viaggio senza vie d’uscita. Tu che ti spogli con lentezza, come se stessi pensando di colpo alla tua vita tra queste spine. Io che ho conservato del tempo inutile coi fili divelti dalle mie tasche, mentre del resto ho fatto catene per trattenere gli aquiloni. M’abitano dentro orme di un deserto dell’anima ed il peccato del tuo corpo serve solo a rallentare la decadenza attorno.
.:.
Anima annacquata di pensieri e di bugie mentre lampeggia rosso il pulsante “cancellami”. O è anima in affitto per aver bisogno d’un buco, in mezzo al petto,per dare la carica al cuore. A chi appartengono tutti i miei errori? A chi appartengono tutti i miei vorrei? Ed anche se mi tranquillizzi, anche se finisco per credere ai tuoi occhi, poi ho paura di chiuderli. Tutto è lontano, anche le stagioni del temperamento che ha provato ad educarmi il carattere. Ed ora, che finalmente sono insopportabile, ora vorrei in silenzio piangerne per lavare via le parti d’anima che ho tagliato via da me.
.:.
Ed Edith che dorme mentre non riesco a prendere sonno. Come un fiocco di pensieri, scrivo altre pagine per un libro che forse sta soltanto leggendo dentro me. Sarà il senso di equidistanza od una qualche complicità con la familiarità ma questa casa è troppo grande anche per perdersi. L’aspirina che si scioglie, giusto in tempo per cacciare via il malditesta, da qualche ora se ne va a passeggio il trentesimo giorno ma a zonzo rispetto alla fine di cosa poi? Solo del tempo che ha impiegato la paura a mettersi il trucco di scena per disegnare il tragitto nel bosco dei sentimenti, la via d’una fiaba per adulti ormai stanchi di sognare. Così senza far troppo rumore resta accesa una luce, m’accompagna mentre scrivo altre frasi d’un libro che, pagina dopo pagina, sta leggendo sempre più dentro me.
.:.
Mi illumino di un sorriso ma lo faccio per me e, quando c’è quel senso di quiete nell’aria, mi fa pensare che verrai. Sarà l’odore della pioggia d’improvviso o che alla fine torna sempre il sole, ma tu porterai anche l’inverno dentro le scarpe, colle caviglie stanche, e t’offrirò del caldo vin brulé. Non ti farò nemmeno una domanda ma ti lascerò riposare nel mio letto, come fossi già di casa da tanto, e scenderò al garage ad intagliare, in un legno d’olivo, una rosa che lascerò sul comodino a vegliare il tuo risveglio. E quando, finalmente mi verrai a cercare, che sarò caduto per la stanchezza con la testa dentro al lavoro, ascolterò quello che vorrai condividere.
.:.
Tracce di biscotti e cappuccino sul tavolo della cucina, tu che prendi e sbatti la porta mentre lasci dietro questo universo ancora in fiamme, io sempre in ritardo o m’ero solo portato troppo in anticipo? Il “mode on” scritto e ripassato sopra i buoni propositi, peccato averli lasciati alla rinfusa nel caos delle giornate ancora da spacchettare. Il grigio dell’asfalto che gira attorno al problema come me che alla fine faccio sempre la stessa strada, sarà la pigrizia a non farmi trovare una cazzo di via d’uscita? E tracce di frenate per non andare a sbattere contro i margini d’altra confusione, il cuore che rompe le arterie a forza di pompare il suo urlo di paura, io che resto al centro dei progetti ed intorno solo il traffico di altra vita.
.:.
Giochi di parole o restarne davvero senza, colpa dell’autismo o del mondo che sembra di colpo vuoto come il bicchiere che Edith ha dimenticato sul pianoforte. C’è dentro ancora del liquido, rosso scuro come il sangue delle ferite che a volte sembra non finire mai, l’ho assaggiato ed era insolitamente buono. Giochi di parole ma ho la mente che ne ha fin troppe e non riesco a sceglierne nemmeno una, forse perché nessuna è così importante. Ciò che mi circonda non ha più un suo significato, almeno non come prima e forse anche io ho perso il mio. Il mondo si muove, cammina attorno ed è inevitabilmente sempre lo stesso, anche le circostanze che hanno intrappolato me ed Edith. Qui, dentro questa familiarità siamo come belve feroci sebbene in gabbia. Fino a poco fa c’era il vero sole a zonzo per la casa ed andava per i fatti suoi a passi nudi, quando è andato via ho finalmente aperto gli occhi ma per appendere, al suo posto, un sole infantile disegnato su carta da buttare, lo avevo dedicato a te… poi è scesa l’oscurità, che m’ha fatto ripensare a cosa possa mai accadere quando spegnamo semplicemente la luce dagli occhi, no non tutto si interrompe. Forse il mondo, lo stesso che si muove e cammina attorno, quando mettiamo un pesante lucchetto alla mente e non sentiamo più la voglia di partecipare al flusso vitale, forse in quell’istante, fuori da noi, tutto evolve e non è più lo stesso.
.:.
Ed è un momento che ti metti a scrivere come una stupida vittima della tua stessa scrittura. Solo un momento che non conta davvero niente, ma che ti fa restare appeso alla magia delle parole. Solo un tormento che fluisce da te e sembra di sentire la stanchezza d’aver nuotato in un oceano di pensieri, tra le pulsazioni vitali del sangue che ti bagna dentro.
.:.
“Il cuore di San Marino racconta una storia che da millenni batte sospesa tra terra e cielo, una storia fatta di emozioni e passioni che ieri come oggi animano le persone e le tradizioni di questa terra. Questa storia è Patrimonio mondiale dell’ Unesco”
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.
Questa è la buonanotte per te, prima che venga a bussare, persa per persa, la fretta di un’altra nostalgia. C’è una piccola stella in questa oscurità che lenta avvolge i pensieri, s’è pure messa a bussare contro la porta e m’ero scordato perché la tenevo serrata. Quando le ho aperto sono stato avvolto dalle correnti di altre necessità, ed anche se, alla fine del giorno, crolliamo tra le braccia d’un sonno che non seduce più di tanto, resta accesa una ferita di speranza al fondo di noi. Così, senza aver mai trovato il manuale che spieghi il perché della vita, ci prepariamo a stare meglio in piedi il prossimo domani, e questa notte servirà solo ad insegnarci come planare anche nella realtà. Buonanotte.
.:.
Esistono sistemi "morali" nei quali, in caso di dubbio, al soggetto è fornita una giustificazione per operare la scelta. Ed esistono sistemi "immorali" nei quali la necessità diviene l'unico argomento per rendere accettabile la scelta. Poi vi sono sistemi "individuali" dove è possibile lasciarsi guidare dalla coscienza e molto spesso essa risiede nel cuore. L'uomo appartiene contemporaneamente a tutti e tre i sistemi. Così come colui che comprende e determina le decisioni da prendere e quelle che non si verificheranno mai. Accanto alla libertà umana vi é la libertà di Dio.
Il presente blog non costituisce una testata giornalistica. Gli aggiornamenti sono effettuati a capriccio del suo autore e senza che sia stabilita la periodicità o gli orari. E' attualmente ospitato dai server di Aziende Italia S.r.l. (via San Godenzo, 109 00189 - Roma) ed è gestito dal suo autore.