l’amore in ogni cosa… un peso solo con due misure
Il Rabbi un giorno cercò i suoi dodici
tra le locande della Giudea e li trovò
che s’erano riuniti per offrire il ringraziamento al pane.
Quando lo videro, lo accolsero
e gli fecero posto assieme alla loro tavola.
Ripresero a pregare ma il Rabbi rise,
così i discepoli scandalizzati, odiandolo nel cuore,
chiesero: – Perché? Abbiamo forse errato?
Non è questo il giusto? -.
A loro il Rabbi rispose – Non ridevo di voi
ma del fatto che non è la vostra volontà
bensì quella del vostro dio a convincervi
che attraverso la preghiera ne riceverete un grazie. -
Vangelo di Giuda 33-22
Non puoi o forse è solo che sei stanca. Sopportare e nemmeno ti è concesso il tempo di fermarti troppo a pensare. Così finisci che sbatti contro tutto e aumentano le ferite superficiali, ma quando il trucco nasconde ti ripeti, quasi sussurrando, che prima o poi ci crederai. Qualche notte lo sogni pure come un uomo muto che ti porta in dono la prova. La tiene per mano, sollevata dinanzi ai tuoi occhi e assomiglia ad un dolce di cioccolata. Ti cresce dentro come una fame, vorresti divorare la verità cattolica come sei. Ma poi ti svegli e addosso hai quel suo pesante braccio che ti blocca nei movimenti, quello che provi è solo rabbia e frustrazione, ma la fede cos’è? Il punto di tutto o il punto di cosa? Vorresti non svegliarti più. Aspetti che finalmente lui si giri dall’altro lato e ti alzi per andare in bagno che quasi non resistevi più. Ma la mente non si spegne. Eviti di incrociare lo specchio mentre ti lavi provando tutti i detergenti. Quando finalmente esci hai ancora la sensazione di non essere pulita. Passi davanti al letto e lui dorme come se niente fosse. Ti fermi un attimo e vorresti trovare il coraggio o forse solo la forza necessaria per afferrare il tuo cuscino e soffocarlo nel sonno, però qualcosa ti trattiene e scegli di uscire dalla stanza. L’amore in ogni cosa, era una frase che avevi letto in una poesia. Già i poeti che maledetti scrivono ma di che poi? Nulla sanno di come va il mondo, lo hanno edificato un pezzo di ipocrisia sopra l’altro. Ci avranno mai pensato al male che fanno con le loro belle parole mentre tu ti metti a riflettere. Torni alla tua vita e sbatti irrimediabilmente il muso perché assomiglia, giorno per giorno, ad un silenzioso inferno e fa freddo, senza fiato per gridare qualcosa. Sbattuta in ogni cosa, ecco come ti senti non certo amata. Rivestita solo di ferite ti metti a fare colazione con dei biscotti andati a male, accanto tutte le bugie fuoriuscite dalle loro scatole. Al telefono provi a chiedere aiuto ma ti senti stupida e sempre più sola, forse perché non sei brava a letto come ad interpretare le risposte alle tue preghiere. Così accorci le conversazioni che si fanno troppo imbarazzanti. Alla fine sei tu a rassicurare – “Mi consolo pensando che non ci sono figli di mezzo… Grazie di essere stato in ascolto”. Riappendi la cornetta e ti sforzi di crederci, già proprio una fortuna. Finite le pulizie di casa, aspetti il sole che filtra dalla finestra della sala, ti siedi e piangi con le palpebre chiuse mentre ripensi a cose troppo lontane. Piano ti addormenti e scivoli dentro un nero abisso dove tutto brucia anche i sorrisi falsi e i capricci dell’ultimo dell’anno. Tutto brucia e c’hai messo pure il pianto ma il tuo incendio non si estingue. Suonano al campanello e ti svegli con l’impressione di sentire davvero le fiamme divorare la casa. Apri al postino e, mentre firmi, ti viene da chiedere se faccia davvero così caldo.
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26 ottobre 2008
9 responses to l’amore in ogni cosa… un peso solo con due misure
Leggere questo post mi ha riportato indietro di circa dieci anni.
E mi ha fatto rivivere vecchie angosce. Vecchi traumi. Un periodo infernale: e mio figlio era ancora piccolo.
La canzone, invece, mi ha riportata indietro di circa venticinque anni.Un altro amore destinato a finire.
Herman, secondo te esiste gente felice?
E perché non dovrebbero esistere?
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a testa bislacca, ti dirò un segreto: ho pochissimi motivi per essere felice, se non che sono tornata a camminare quasi normale dopo mesi di problemi, ma sono felice. Davvero, pochissimi motivi e grandi preoccupazioni, eppure…
Bellissimo esercizio. Non capita spesso che un uomo riesca ad immaginare così limpidamente in colore rosa.
Ma io sono maschio … e potrei sbagliarmi.
Sulla felicità non mi pronuncio, è difficile distinguere tra finzione, convinzione e realtà. In fondo sembra che tutti noi si sia destinati ad essere ogni tanto felici, nel costante oscillare delle cose.
Marco, la felicità è uno stato interiore. Sarebbe bello conservarlo sempre, come un angolo di giardino riparato da tutto e tutti, ma purtroppo non è così…
http://killfrog.com/animations-of/34-animations/46-ed-and-his-inner-demons-part-1.html
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Ho riletto. Se non fosse per il fatto che ho sempre pregato poco, e che quando mi sono separata avevo un figlio, questa storia potrebbe essere stata scritta per me.
Gli anonimi sono dei vigliacchi.
Complimenti il tuo è vero talento.
:clap: