Dormire senza sogni è come cadere dentro il cobalto di un cielo che non ci è mai appartenuto davvero. Dormire, custodire l’odio dei giorni è come oltrepassare un confine senza nessuno ad attenderci, forse perché il destino uno deve colpirlo con l’arco quando vede passarlo dinanzi a sè. Prede e predatori sotto la stessa linea dell’orizzonte, non c’è una scelta che valga, meglio di altre, ad inchiodare le bugie che sentirai quando solo la speranza sarà l’ultima a bussare alla tua porta. Ora la pelle è come un velo, nasconde tutto ciò che siamo ed il verbo della speranza non riesce a contaminarci dalla mente. E il tempo è senza principio e senza fine, come un dio inevitabile che trascende da tutto, macchina che distrugge ogni cosa nella perfezione della sua colpa. Cosa sono io? Assomiglio alla lancetta del mio stesso quadrante, descrivo, scandisco, ripeto, scavo nella pelle l’intervallo della mia morte come una risposta che purifica i miei perché. E poi quando ti spingo contro il muro delle tue domande, cerco a tutti i costi le tue labbra per pregare da un bacio e non so neanche perché. Tu piangi mentre mi chiedi di portarti lontano, dove la tristezza non possa raggiungerci. Mi abbracci più forte e vuoi che ti regga in piedi perché la disperazione ti ha fatto troppo male. Allora io ti tengo come se fossi leggera, quasi fatta d’aria e ti coccolo a modo mio. Ma nascondo dentro lacrime che ustionano gli occhi ed una bestia che graffia per uscire, purtroppo non c’è nessun nemico visibile con cui sfogare la sua furia. E così siamo vestiti e nudi sotto una bellissima luna che non ci comprende, feriti dentro e fuori. Ti affidi a me, ma io mento per tutti e due… risposte non ne ho mai avute ed avrò frugato fino a farmi rossa l’anima, non le ho trovate.
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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