Mumia Abu-Jamal

Pubblicato il 27 marzo 2008 in blog, riflessioni da hermansji

Apprendo che Mumia Abu-Jamal non sarà giustiziato. Purtroppo non è previsto un nuovo processo ma una nuova udienza. All’esito di questa sarà rideterminata la pena in ergastolo oppure riconfermata quella di morte. Io sono sempre stato convinto dell’innocenza di quest’uomo e resto convinto che il sistema giudiziario americano non possa insegnare nulla.

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nemmeno un segno

Pubblicato il 20 marzo 2008 in poesia da hermansji

Rassomigliare a qualcosa che non c’è per traboccare da e per.

Ma non mi ascolta la pace troppo loquace, che prega all’unisono con le parole abusate e senza odore.

Così non è troppo mai o non mi asseconda, il modo indecente con cui vanno via le ragioni del cuore
e quelle più arroganti di politica e comodità.

E resta la pelle d’un incanto, fosse anche per non aver vinto mai al gioco dei ricordi.

Nemmeno un segno mi farà cedere, perché le lame più affilate non potranno fare troppo male
ad un cuore nero ossidiana.
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in tema di ritardi

Pubblicato il 19 marzo 2008 in blog da hermansji

Ehm… è passato parecchio da quando Anna/Inenarrabilmente mi ha infilato all’interno di un meme di rimbalzo (pare siano pericolosissime queste varianti delle infezioni) ma l’autore di questo blog nel frattempo è stato investito da parecchi cicloni personali… e contemporaneamente da vari impegni professionali… e non ultimo vari crash che hanno interessato i suoi computer… e quindi non ha seguito l’evolversi della blogopalla… non ha letto via feed i post degli altri blogger (si ha ammesso tutte le sue colpe ed ora sta scontando la sua pena in un posto dove non c’é ne luce ne acqua!!) appena gli restituiranno dei minuti di libertà dovrà recuperare parecchie informazioni del mondo attorno… e passare a salutare tutti voi!!

Quindi al blog il compito di dover mettere le cose a posto per conto del suo autore… così i posteri ed i postumi appena (ri)svanirà non penseranno che lui sia uno di quelli che fanno le “cose” a “caso”… così eccomi qui a scrivere il meme al posto suo… ma cosa?

Iniziamo dalle regole [* = non saranno rispettate ;)]:

1. Mention the person who tagged you and create a link back to them.
2. Copy-paste the traits for all the twelve months (see below).
3. Pick your month of birth (see here).
4. Highlight the traits that apply to you.
5. Tag 12 people and let them know by visiting their blogs and leaving a comment for them *.
6. Let the person who tagged you know when you’ve done it *.

Andiamo al meme nudo e crudo (ma non si poteva fare che era la “mema” nuda e cruda veniva meglio no?!?). Dobbiamo prendere il mese di nascita e vedere se il nostro padrone ci assomiglia almeno un poco… poco è sufficiente… lui non ha neanche una qualità:

DECEMBER: Loyal and generous. Sexy. Patriotic. Active in games and interactions. Impatient and hasty. Ambitious. Influential in organizations. Fun to be with. Loves to socialize. Loves praises. Loves attention. Loves to be loved. Honest and trustworthy. Not pretending. Short tempered. Changing personality. Not egotistic. Take high pride in oneself. Hates restrictions. Loves to joke. Good sense of humor. Logical.

ossia secondo l’astrologo Piolo “la golpe” Foxy che ha redatto questo meme:

NATI DI DICEMBRE: Leali e generosi. Sexy (pare non ci sia bisogno di traduzione… pare…). Rispettosi della patria. Si fanno venire le occhiaie per non staccarsi dal cazzeggio e dalle console (uhm… non per essere troppo rompi ma spesso le occhiaie sono per il troppo sesso… solo per precisare… mica per altro). Sono però impazienti e troppo frettolosi. Parecchio ambiziosi. Autoritari nel lavoro. Spassosi, amano fare amicizia… (dipende dall’amicizia ecco non con tutti… ecco) essere al centro dell’attenzione ed essere riempiti di complimenti. Non sembra ma sono onesti e mantengono la parola data. Leali ma senza peli sulla lingua. Hanno l’umore che sballa in continuazione. Non sono egoisti. Sono orgogliosi ma pretendono parecchio da se stessi anche se odiano le regole. Sono spiritosi ed hanno un decente senso del humor. Sono molto logici.

secondo le regole ho evidenziato le parti che ritengo corrispondano con molta approssimazione al profilo del signorino… mi pare di non aver imbrogliato troppo ecco…

ehm… qualcuna ci ha perdonato il ritardo… ehm?

Non ho intenzione di avere nessuno/a sulla coscienza e quindi non linko nessuno ma se qualcuno/a avesse bisogno di un link si accomodi pure e chieda di essere linkato/a… qui non ci si fanno troppi perché o per come… ;)… sempre ammesso che qualcuno passi di qui…

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in quei posti che

Pubblicato il 19 marzo 2008 in poesia da hermansji

Ho fatto economia di risposte ed ho disciolto in 5 ml di sterili propositi le domande buone. Così ora godo la giornata che sta per principiare ed il dolore annega nella sua volgare monotonia mentre smarrisco anche la giungla d’asfalto che m’addenta l’anima.

«in quei posti che stanno bene incorniciati col sole
in quei posti dove trascorrere l’amore
nelle accoglienti penombre dei respiri»

Migrano via dalle città annoiate, graffiando il cielo di risposte sbadigliate, moltitudini di aquiloni colorati. Avanzano senza timore e offendono i simulacri di tutte le guerre. Minacciando i segreti di antichi imperi e l’ingiustizia del Dio scavato nel sangue e nel dolore delle donne partorienti. Ora il bilanciere ha preso il suo moto e della gioia avremo timore.

Elegantemente semplice siedi su una panchina. Attorno i bambini giocano a rincorrersi sorvegliati da gatti pigri e complici. Non ho in tasca nemmeno un centesimo ma raccolgo da terra una tua giornata storta e metto impegno per raddrizzarla… poi ti guardo e sorrido… donandoti un origami fatto di tutti gli odori e di tutte le pulsioni della vita… e non serve nient’altro

«in tutti i posti che stanno in cima alle parole
in tutti i posti che non hanno direzione
liberi d’avere un giorno per stare bene»

non serve nient’altro no… almeno ora… non serve nient’altro

dedicata ad Enrica

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Appello dal blog Pathos

Pubblicato il 9 marzo 2008 in appelli da hermansji
Il blog riapre… un attimo… per rilanciare questo appello dal blog di N|nfea :

“Vi prego, aiutateci a capire: tutti coloro che hanno visto, sanno o cmq hanno sentito dire o, per qualsiasi altro motivo, sono coinvolte in questa tragedia e sanno qualcosa, vi prego con tutto il cuore contattatemi alla mia posta elettronica:

simona.bilotto@gmail.com”

Vi starete chiedendo cosa significhi l’appello di Simona eccovi accontentanti:

Questa volta non voglio scrivere un blog per farvi divertire, nè per dire la mia su qualche stronzata di turno, nè voglio litigare, nè voglio attaccare nessuno … voglio essere semplicemente e banalmente UMANA.

Vi chiedo a26f041b4d70bcf73cb521e14e9798531.jpgiuto, auspicando che su internet, nei motori di ricerca, mettano qualche parola chiave per ricercare questo mio articolo: utilizzerò ogni mezzo di comunicazione dalla stampa alla tv nazionale, dalla radio ai siti online; fino a quando non avrò chiarezza.

Sono qui a chiedervi AIUTO: purtroppo sono vittima di un lutto del quale se n’è parlato in tutta l’Irpinia e anche a livello nazionale ed ho dannatamente bisogno di un sostegno, per quanto sia possibile. Vi riporto quanto avrete, quasi sicuramente, appreso dai mass media e dalla stampa locale: essendo una tragedia di cui se n’è parlato molto.

ARTICOLO

(Il mattino – AVELLINO):

Michele e Maria Rosaria, uniti anche nella morte

GIAN PIETRO FIORE (IL MATTINO):

b8f5d945154285f61ca7d3d5edd5bfb1.jpg Erano in moto, Michele Iovanna e Maria Rosaria Bilotto, quando una vettura che procedeva nel senso opposto di marcia li ha travolti, uccidendoli.

Il tragico incidente sulla Provinciale che da Fossano porta a Cuneo, all’altezza di frazione San Sebastiano. Michele in Piemonte si era trasferito due anni fa, quando prese servizio, come primo caporal maggiore, presso il primo Reggimento artiglieria terrestre di Fossano. Sognava la carriera militare.

Michele aveva 28 anni e da otto era nell’Esercito.

Era nato ad Avellino ma dieci anni fa, con tutta la famiglia, si era trasferito a Monteforte Irpino, dove viveva in via Taverna Campanile. In caserma svolgeva le mansioni di aiutante di sanità, una sorta di infermiere. Dice chi lo conosceva bene, che Michele amava molto il suo lavoro. Ma il suo più grande amore era Maria Rosaria Bilotto, che tra qualche mese avrebbe voluto sposare. Maria Rosaria, conosciuta ai tempi dell’adolescenza, aveva 25 anni e viveva ad Aiello del Sabato.

Lei era estetista, da due anni lavorava nel piccolo paese. Viveva con la famiglia. Il padre un imprenditore nel settore boschivo, i fratelli, uno è un vigilantes, l’altro è carabiniere.

Ieri il tragico epilogo di una storia d’amore iniziata con mille promesse. Avevano trascorso il fine settimana ad Avellino, dopo aver salutato amici e parenti erano partiti per Fossano. Avevano deciso di fare un giro in moto, la stessa che da anni Michele amava cavalcare. Le strade, con il passare del tempo, le aveva imparate a memoria. Ma qualcosa non è andato come doveva. Colpa del destino avverso.

Erano le 5 del pomeriggio quando una Volvo, condotta da Daniele Nardi, residente in una piccola frazione di Cuneo, li ha investiti. L’impatto è stato terribile.

I due fidanzatini hanno fatto un volo di diversi metri. Michele, quando sono arrivati i medici, era già morto. Maria Rosaria è stata soccorsa dai rianimatori. Il suo cuore batteva ancora. Aveva perso conoscenza, ma qualcosa si poteva tentare. Un elicottero l’ha trasportata all’ospedale Santa Croce di Cuneo. Le sue condizioni era disperate.

È morta dopo qualche ora. Intanto sul luogo dell’incidente i carabinieri della compagnia di Fossano che, dopo aver interrotto il traffico veicolare in entrambe le direzioni, hanno avviato le prime indagini. Nell’attesa del magistrato di turno, ogni rilievo stradale è stato effettuato per consentire agli inquirenti di avere un prospetto chiaro di quanto è avvenuto. Infatti, ancora oggi, la dinamica del sinistro mortale non è ben chiara.

Illeso il conducente dell’auto che in serata è stato ascoltato dai carabinieri. Intanto è stato il colonnello Francesco Narzisi, comandante del reggimento, ad avvertire i genitori dei due fidanzati. Alle 7,30 di ieri mattina le famiglie sono giunte a Cuneo. Oggi le salme dei due giovani saranno trasportate presso la caserma “Perotti”, nella cappella, per un ultimo saluto da parte del Comandante e di tutto il personale del Reggimento.

Solo la morte poteva fermare l’amore tra Maria Rosaria e Michele. Racconta chi ben li conosceva che quella coppia di fidanzati si amava alla follia. Erano fatti uno per l’altra.

Il sogno si sarebbe avverato il prossimo trenta agosto. Per quella data era stato fissato il matrimonio. Avevano scelto anche la chiesa: il Duomo di Avellino. Fervevano i preparativi per il giorno più bello della loro vita. Era Maria Rosaria ad aver organizzato la maggior parte delle incombenze, si era impegnata allo spasimo perchè non mancasse nulla per il suo giorno più bello. Mancavano poche cose per completare i preparativi.

Nei primi mesi di vita insieme sarebbero andati a vivere a Fossano, in provincia di Cuneo. Michele aveva preso in fitto un appartamentino in piazza Manfredi, proprio nel centro del paese piemontese. Era quello il nido scelto dalla futura coppia di sposi. Anche in questo fine settimana trascorso tra Aiello del Sabato e Monteforte Irpino, i due fidanzatini si erano dati da fare per l’appuntamento nuziale.

L’abito da sposa di Maria Rosaria glielo aveva consigliato la madre di Michele che a corso Umberto ha un negozio specializzato per abiti da sposa. Il grosso degli impegni era stato fatto. Ora bisognava attendere solo la fatidica data. Le giornate trascorrevano in allegria e spensieratezza. Maria Rosaria, lontana spesso dal suo amore, nel frattempo aveva abbracciato una professione che lei amava molto: era estetista e in poco meno di due anni era riuscita ad affermarsi, per la sua professionalità, in quel difficile settore.

Forse una volta trasferitasi in Piemonte avrebbe trovato lavoro in qualche centro estetico del posto. Michele la raggiungeva appena poteva, quando aveva qualche giorno di licenza. La distanza era notevole, ma il telefono li teneva molto vicini. Non si parlava che di matrimonio. Lo avevano detto ai familiari e agli amici più stretti. Nessuno per quella data avrebbe dovuto prendere impegni. Intanto il destino ha infranto il sogno dei due innamorati. Lo ha fatto nella maniera più crudele.

Quando i genitori hanno appreso la notizia di sono precipitati nella regione del Nord Italia. Non credevano ai loro occhi quando si sono trovati di fronte alle salme dei due futuri sposi. Erano nella camera ardente allestita nella caserma di Fossano.

Erano vicini, uno accanto all’altro. Insieme anche nell’ultimo viaggio. E domani saranno in Irpinia dove saranno sepolti insieme. Avevano sperato di vivere uniti, troveranno pace l’uno accanto all’altra. gp.f

Purtroppo Lei, Rosaria, era mia cugina stretta: Maria Rosaria Bilotto.

Erano due ragazzi molto solari, con la pecca di far ridere troppo e vivere con gusto. Sono state rovinate delle famiglie: vi assicuro che è un lutto cosi lacerante che ti toglie il respiro; cosi atroce che non hai più lacrime da versare; cosi pesante da sostenere sulle spalle che se ci pensi il pensiero ti uccide. Forse, per voi, non sono nessuno: ma per me si, e morire così non è giusto per nessuno.

Morire in quel modo, morire cosi … come se la vita umana fosse stata masticata e sputata senza ritegno morale, eticolo e logico: non ha un contenitore. Stiamo vivendo il lutto non so nemmeno io come: ho tanta voglia di gridare e spaccare il mondo; ma non si può.

Del resto, lei, io e lei, siamo cresciute insieme e, inoltre, mi somiglia abbastanza per guardarmi allo specchio e rivedermi nella sua, mia, fisionomia. Non sono qui per avere la vostra compassione, ma sono qui per chiedervi aiuto, cosi come già qualcuno ci ha dato: sono state mandate email alla redazione IRPINIA NEWS per la testimonianza di quest’incidente nelle quali si sono apprese delle verità scomode.

Vi prego, aiutateci a capire: tutti coloro che hanno visto, sanno o cmq hanno sentito dire o, per qualsiasi altro motivo, sono coinvolte in questa tragedia e sanno qualcosa, vi prego con tutto il cuore contattatemi alla mia posta elettronica:

simona.bilotto@gmail.com

Ringrazio pubblicamente la signora Laura che ha tenuto la mano di mia cugina mentre stava morendo. Grazie.

E vorrei dire un’altra cosa: anche se si guida con prudenza, bisogna stare attenti al bastardo di turno che ti falcia come un fil d’erba e sputa sulla vita umana. A 24 anni e a 28 anni: non si può morire cosi.

Grazie a tutti coloro che accoglieranno il mio appello nell’auspico di capire la verità.

Grazie

Simona Bilotto

alias N|nfea”

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