abruzzo
Palpitazioni. Le tue. Ora le voglio sentire tutte. Guarda come sale la nebbia fino in cima. Nasconde le calli. Come fai tu dentro i tuoi vestiti. Ma l’Abruzzo non cede. E quanto vuole avrà, con tutte le tue voglie. Sorridi? Il gioco è appena iniziato. Lo hai mai sentito il tocco del nostro vento? E’ come la mano che ti regge la testa mentre ti bacio. Accarezza dalla piega delle labbra scivolando sulle guance, dietro le orecchie, lo senti il vento? Ora scende. Lungo il collo, quando sarà sulla tua spalla ti ritrarrai dai brividi. Guarda allora è dimmi cosa vedi. Non è come avere le vertigini? Cerchi rifugio? Ti mostrerò il fuoco dell’Abruzzo. E’ come una lenta processione tattile, prima di aver catturato tutte le tue palpitazioni, quando le avrà come fra queste dita. Allora non smetterai di pensare e di chiedere: abruzzo fammi morire.
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4 aprile 2007