Vediamo di prendere il tasto giusto per questo discorso. Non ci sono prospettive. Se vi sembra di aver afferrato la scia giusta per comprendere occhio !! Fate finta di essere un piccolo uccellino… non fidatevi della luce se non vi arriva addosso l’aria. Potreste finire col becco contro un vetro. Poi fate pure i conti che arrivati alla fine le parole si saranno messe ad avvitare tra loro troppe pretese senza neanche gettare uno sguardo sulla scatola di montaggio.
Eppure. Mettiamo che vi venga voglia di vergare una lunga linea tra voi ed il tempo. Così tanto per dire “io sono qui e tu lì”. Una specie di gioco. Non storcete il naso. Ormai lo sapete che una bugia ha le gambe corte. Non può certo farvi più male di tutto il resto. Ma se fosse bella raccontarvela come fanno quei bei fiori che se ne stanno ritti sull’asfalto? Magari su quella strada ne sono successe di cose. Ci son passati gli uomini peggiori per i motivi migliori e quelli da iconografia ma col cuore della più nera ossidiana.
Facciamo pure un conto allargato. Mettiamoci dentro che al fondo abbiamo tutti paura di ammettere di sentirla addosso. La paura. No? Vabbé non mettetevi a computare tutti i nomi che sono 530 le mutazioni della “fifa”. Ma accidenti la banalità abita dentro di noi. Sta dentro l’amigdala. Lì. Dorme e sogna in quella zona del cervello a spese nostre. E così quando ci sentiamo smarriti e vorremmo nasconderci in qualche cosa. Una coperta. Una allegra compagnia. Il nostro amore. Qualunque affetto anche quello che ronfa sulle nostre ginocchia. Oppure semplicemente non pensarci fino a domani ecco… 24h su 24h noi siamo abbracciati a lei. Si chiamerà paura di… metteteci voi il nome e cognome del vostro inquilino: matrimonio? partorire? non essere all’altezza? invecchiare? l’amore? perdere i riferimenti famigliari o il lavoro? quello strambo scheletro che ci prende in giro con la falce affilata?
Quante volte succede che si pensa al futuro? tra un no ed un si… si modellano i giorni di silenzio come delle noiose abitudini e poi… dico e poi? T’arriva una briciola di vita a portare scompiglio e come i gattini che non si reggono ancora torniamo in dietro scivolando!! Ci pare sia quella l’uscita migliore dalla nostra paura.
Mettiamo ci sia un senso in tutto questo ed anche in quello che sto scrivendo. Bene. Quale sarà? Io non l’ho capito. E come sempre vengo qui inizio a scrive di getto e poi [Pubblica]. E’ il mio principale difetto: vivere col cuore addosso.
Allora ecco ora scrivo solo per dirvi che per questo 2008 auguro a tutti di trovare la linea di confine. Uno spartiacque per quando arriva la marea ed annega i riferimenti innanzi agli occhi. Per quando i problemi si mettono a ringhiare fuori dalla stanza. Vi auguro che galleggi qualcosa o arrivi la voce di qualcuno che dia il coraggio di dire “io sono qui e tutto il resto è fuori”. Auguro a tutti di trovare questo spartiacque. Riprendere fiato. Trovare la serenità per rimettersi in piedi e muovere di nuovo i passi avanti. Andate avanti !!
Ecco volevo dire questo. Tutto qui? Si tutto qui ma non fateci caso dovevo imbrogliarvi in qualche modo la scacchiera per darvi il tempo di respirare, asciugare qualche lacrima e domani quando arriverà l’ora alzate quel brindisi in alto. Più alto “ragazzi”. Più alto!!
Buon 2008 a tutti voi!!
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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