Si innalza l’ebollizione attorno all’help 2.0. In molti chiedono lumi. Alcuni aspettano fiduciosi ed anche con un certo senso di riscatto contro le accuse da sempre mosse ai blog di essere prossimi alla spazzatura: QUI . Altri si mostrano ferocemente scettici, con l’aria di chi si è assuefatto alla rapidità della tecnologia ed alla pienezza dei feedreader, da non avere tempo e voglia di riflettere, e nei toni … nei “francesismi” pare carezzare la medesima posizione di coloro che vedono nei blogger dei “miserabili” auto-tracciantisi. Chiusi nel mulinello dei propri scambi di link. Al punto che per l’occasione (essendo costume che l’abito debba accompagnarsi ad una degna cravatta) si omaggia anche di tre nuovi tag “help2.0, malati cronici, pazzia” : www.diegopetrucci.com
Io dico che siamo vivi ed ogni manifestazione che parte dall’uomo si esplica nel reale. Su questo cristallizza (o se vi pare rende immanenti) i suoi effetti, al punto che non abbiamo nessuna voglia di anticipare la morte. Seguendo la coda del serpente “autoreferenzialità”. I trucchi sono svelati. Le colombe sono già volate. Hanno un senso le classifiche? Dovrebbero premiare cosa? Se qualcuno si preoccupa che ad essere citati siano i blog a lui solo noti, credo proprio che sia il segno del fallimento. Allora entri il carrozzone del funerale dei blog. Apritele mille e mille-piattaforme ed indicizzatele su tutte le classifiche. Riempitele di frasi clonate chissà dove e poi auto-linkatevi. Scalate quelli che sembravano contenitori interessanti. Raggiungete lo spazio adatto a non pensare. Ad essere leggeri. Guardatevi intorno. Siete irrimediabilmente soli.
Io credo che le classifiche e gli “aggregatori”servano ad aiutare la gente ad accedere alla sete di contenuti. L’uomo è errante e del suo errare ha fatto una società… errante verso i contenuti, verso la scoperta.
Io credo che il resto siano solo un elenco di lunghe code, come quelle che dal casello ci separano ai posti dove vorremmo andare.
Io credo che i blog siano una grandezza di contenuti che affanna in continuazione i servizi a nutrirsi di essi. I blog non sono solo strumenti luccicanti come le bomboniere. Non sono lo stesso regalo dell’anno scorso che dovremo rifilare a qualcheduno il blogday. Magari cercando di risalire a chi sia il fantomatico lettore che si è abbonato al feedburner.
Se reputiamo il contrario allora tutto è morto ed i blog non allargano orizzonti e conoscenze. Non favoriscono la circolazione delle idee. Non sopperiscono alle lacune. Non creano concrete relazioni di amici. I blog sono la vetrina dei simulacri e prima o poi verranno crocifissi come è uso e costume della società da sempre deicida. Dunque i blog, come si è detto e si dirà, sono morti. Ma sono morti perchè sono nati morti.
Io mi oppongo a questa visione. Leggendo e frequentando altri blog ho trovato “idee”, ho trovato il ricircolo d’aria che mancava a questa nostra società sempre più rincoglionita dai santoni mediatici. Alla ricerca prima dell’eroe e poi dell’anti-eroe. Prima della santa e poi della puttana. Società comodamente schiacciata in un vuoto d’aria asfissiante. Nella rete circola linfa. E’ sempre circolata. Ci sono sempre state persone capaci di aggregare e socializzare. Allontaniamo l’aria viziata. I nostri polmoni ne beneficeranno…
Nella rete non ci sono solo inesperienze ma soprattutto esperienze. Qui c’è un’intera società con capacità critica. Con capacità di ponderare la giusta distanza con le cose attorno. Siamo tutti qui con la medesima voglia di condividere. Con la medesima voglia di guardare avanti.
Io dico non siamo morti !!
I blog non sono il corteo funebre degli sciocchi, non sono scherzi della natura da parte di stili di formattazione e javascript.
I blog non sono la grossa pancia delle quaery e pieni delle medesime cavolate che infestano la quotidianità. Non sono l’imbuto del marketing.
I blog sono persone.
I blog sono vivi.
I blog hanno un cuore…ed ora voglio sapere cosa direte voi … tutti voi il 4 settembre !!
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