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blogday 2007

Blog Day 2007

oggi e’ il primo blogday di blessure, di cosa si tratta? di uscire dal proprio piccolo spazio per guardare cosa di vitale esiste in rete e non necessariamente solo in italia … blog interessanti da tutto il mondo …. nel sito dell’iniziativa si parla di 5 blog per il blogday :

1) blog anche didattico di sara/eterea sulla poetessa sylvia plath e punto di incontro per gli estimatori delle sue opere. URL1URL2FEED;

2) ecletticamente tra arte, poesia, politica, web e tecnologia un blog dinamico curato da sergio caredda, ancora in fase beta, che si aprira’ in futuro anche ad altre collaborazioni (visitatelo ed iniziate a proporre le vostre candidature allora !!) URL1FEED1;

3) feras feridas – blog collettivo di ferite poetiche, dunque “blessure” non e’ solo al mondo !! URLFEED;

4) la huella digital - un occhio rivolto all’attualita’, alle notizie dal mondo ed a quelle della blogosfera URLFEED;

5) mondi immaginari e’ un blog in crescita dedicato al fantastico in tutte le sue forme dai libri ai giochi URLFEED;

.:. non dimenticate il battito !!


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help 2.0, malati cronici e morte dei blog?

Si innalza l’ebollizione attorno all’help 2.0. In molti chiedono lumi. Alcuni aspettano fiduciosi ed anche con un certo senso di riscatto contro le accuse da sempre mosse ai blog di essere prossimi alla spazzatura: QUI . Altri si mostrano ferocemente scettici, con l’aria di chi si è assuefatto alla rapidità della tecnologia ed alla pienezza dei feedreader, da non avere tempo e voglia di riflettere, e nei toni … nei “francesismi” pare carezzare la medesima posizione di coloro che vedono nei blogger dei “miserabili” auto-tracciantisi. Chiusi nel mulinello dei propri scambi di link. Al punto che per l’occasione (essendo costume che l’abito debba accompagnarsi ad una degna cravatta) si omaggia anche di tre nuovi tag “help2.0, malati cronici, pazzia” : www.diegopetrucci.com

Io dico che siamo vivi ed ogni manifestazione che parte dall’uomo si esplica nel reale. Su questo cristallizza (o se vi pare rende immanenti) i suoi effetti, al punto che non abbiamo nessuna voglia di anticipare la morte. Seguendo la coda del serpente “autoreferenzialità”. I trucchi sono svelati. Le colombe sono già volate. Hanno un senso le classifiche? Dovrebbero premiare cosa? Se qualcuno si preoccupa che ad essere citati siano i blog a lui solo noti, credo proprio che sia il segno del fallimento. Allora entri il carrozzone del funerale dei blog. Apritele mille e mille-piattaforme ed indicizzatele su tutte le classifiche. Riempitele di frasi clonate chissà dove e poi auto-linkatevi. Scalate quelli che sembravano contenitori interessanti. Raggiungete lo spazio adatto a non pensare. Ad essere leggeri. Guardatevi intorno. Siete irrimediabilmente soli.

Io credo che le classifiche e gli “aggregatori”servano ad aiutare la gente ad accedere alla sete di contenuti. L’uomo è errante e del suo errare ha fatto una società… errante verso i contenuti, verso la scoperta.

Io credo che il resto siano solo un elenco di lunghe code, come quelle che dal casello ci separano ai posti dove vorremmo andare.

Io credo che i blog siano una grandezza di contenuti che affanna in continuazione i servizi a nutrirsi di essi. I blog non sono solo strumenti luccicanti come le bomboniere. Non sono lo stesso regalo dell’anno scorso che dovremo rifilare a qualcheduno il blogday. Magari cercando di risalire a chi sia il fantomatico lettore che si è abbonato al feedburner.

Se reputiamo il contrario allora tutto è morto ed i blog non allargano orizzonti e conoscenze. Non favoriscono la circolazione delle idee. Non sopperiscono alle lacune. Non creano concrete relazioni di amici. I blog sono la vetrina dei simulacri e prima o poi verranno crocifissi come è uso e costume della società da sempre deicida. Dunque i blog, come si è detto e si dirà, sono morti. Ma sono morti perchè sono nati morti.

Io mi oppongo a questa visione. Leggendo e frequentando altri blog ho trovato “idee”, ho trovato il ricircolo d’aria che mancava a questa nostra società sempre più rincoglionita dai santoni mediatici. Alla ricerca prima dell’eroe e poi dell’anti-eroe. Prima della santa e poi della puttana. Società comodamente schiacciata in un vuoto d’aria asfissiante. Nella rete circola linfa. E’ sempre circolata. Ci sono sempre state persone capaci di aggregare e socializzare. Allontaniamo l’aria viziata. I nostri polmoni ne beneficeranno…

Nella rete non ci sono solo inesperienze ma soprattutto esperienze. Qui c’è un’intera società con capacità critica. Con capacità di ponderare la giusta distanza con le cose attorno. Siamo tutti qui con la medesima voglia di condividere. Con la medesima voglia di guardare avanti.

Io dico non siamo morti !!
I blog non sono il corteo funebre degli sciocchi, non sono scherzi della natura da parte di stili di formattazione e javascript.
I blog non sono la grossa pancia delle quaery e pieni delle medesime cavolate che infestano la quotidianità. Non sono l’imbuto del marketing.
I blog sono persone.

I blog sono vivi.

I blog hanno un cuore…ed ora voglio sapere cosa direte voi … tutti voi il 4 settembre !!

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help 2.0

Mi sono chiesto spesso il significato dell’interazione sociale. Se corrisponda ad una marcia in più per rispondere, anticipandone le mosse, a quelle pulsioni oscure che nascondono come vesti la dimensione reale della vita attorno. Oppure se sia solo un modo per chiudersi all’interno delle stanze, tutte private, d ll’ego che ritiene degna d’attenzione solo la longevità delle sue orme. Non avendo trovato la risposta che sopravviva ad una feroce verifica … dentro la mia mente si sovrappongono delle parole: ascoltare, pensare e condividere. Coincidono a principi dell’intenzione nel punto in cui valore e volontà sono la direzione per accompagnare il processo mentale appresso al credo d’un progetto da dividere con gli altri.

Perché? Perché vi è un battito nella rete. . E’ il pulsare d’ogni blog. Ascoltalo !! Seguilo !! Condividilo con altri !! Sono già in ascolto morgan, antonella, samuele, pibua, balenebianche, 365albe, kinozen, giulianissima e piggio .

Credi nel battito del tuo blog!! Scegli le possibilita’ dell’idea… ascolta il battito :
http://www.youtube.com/v/CCSkWr7zJYs


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battaglie? mohamed hegazi, pegah emambakhsh … incendi

Leggo dal corriere che il signor , di nazionalità egiziana, sarebbe in pericolo di vita per aver chiesto “alle autorità egiziane di vedere registrata la loro nuova religione sulla carta d’identità per assicurare che il loro figliolo, che sta per nascere, veda la luce come cristiano”. Ed apprendo poi, dal blog haramlik,che la Dott.ssa Paola Caridi ha smentito quanto affermato dai giornali italiani :

le imprecisioni erano lampanti [...] Soad Saleh non è un uomo, non è un rettore, [...] è una signora con tanto di velo, una delle poche studiose donne di Al Azhar, con un curriculum di tutto rispetto, una delle telepredicatrici più famose d’Egitto, [...] sentita al telefono ieri sera dal Riformista – ha detto di non aver emesso nessuna fatwa. Ma di aver solo espresso una opinione [...]

Ora la mia domanda è a chi gioverebbe montare un caso?

Leggo poi dal blog di giulia della petizione in favore di :

una donna iraniana di quaranta anni, il cui crimine è quello di essere lesbica, ha trovato rifugio nel Regno Unito nel 2005 [...] per concederle il diritto d’asilo le si è chiesto di fornire le prove della propria omosessualità [...] la sua domanda di asilo è stata respinta [...] l’estradizione [...] è stata rinviata al 28 agosto.

Per firmare la petizione cliccate [ QUI ] !!

Pesante “ciliegina sulla torta” … gli incendi che stanno distruggendo la grecia e l’italia … mi auguro di cuore che si trovino tutti i colpevoli di queste ferite che colpiscono sia l’uomo che la natura.

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blog oscurati in turchia

Leggo su Pandemia che è stata oscurata in Turchia la piattaforma Wordpress con ordinanza cautelare numero 195/2007 della Seconda Sezione Civile della Corte di prima istanza del Tribunale civile turco. Da quel che è possibile ricostruire della motivazione, il provvedimento di oscuramento sarebbe seguito all’appello lanciato da un blogger tale Edip Yuksel di diffondere la sua protesta tramite un copiaincolla di articoli riguardanti il tale Adnan Oktar Harun Yahya. Ritenendo probabile il reiterarsi della diffamazione, il giudice ha giudicato congruo l’oscuramento, non della pagina del blog in questione, ma dell’intera piattaforma Wordpress. Francamente, anche se non conosco i fatti nel dettaglio, dalle notizie apprese mi pare di tutta evidenza la sproporzione tra reato di opinione e tutela accordata. Per maggiori informazioni cliccate qui.
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e’ giunta dunque la fine delle voci?

Chi mi conosce sa anche che adoro la voce di Cecilia Bartoli. Ho trovato su youtube questo interessante video di una parte dell’intervista alla sua grintosa madre :


Purtroppo, è notizia di questi giorni (“l’opera? e’ dopata come il tour”, di luigi offeddu, su www.corriere.it), si parla un po’ ovunque della fine delle grandi voci. Danneggiate da una mentalità di marketing. Fatti lamentati e quindi già noti. Ma fanno eco? Non so. Se servisse a salvarle le voci forse. Eppure ho l’impressione che le accuse, le polemiche non riescano a liberare dal pericolo che la bellezza della voce umana si riduca a semplice mezzo per scalare una qualche classifica. E gli artisti si riducano a semplici strumenti intercambiabili come le corde dei violini. Forse non voglio pensarci. Così mi illudo nel tornare a godere della voce umana :


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per maggiori informazioni sulla polemica a cui mi riferisco:


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fiori neri e petali di calunnie

Mi andrebbe di credere ai tuoi fantasmi di carta. Digeriscono i sogni sul tuo cuscino. Ma nel buio ci siamo solo noi. Una città che prima o poi si addormenterà. Ed allora ascolta. Rinuncia alle calunnie e forse capirai il perché delle mie mezze parole.

Vorrei credere alle tue divinità stanche di aspettare. Ma so che poi tutto può diventare come un’agonia. Se non ci metti la giusta dose di zucchero e d’amaro. Così è la vita, le strade che a volte bruciano al sole mentre altre sale la nebbia.

Vinceranno o perderanno? Le onde accavallandosi le une sopra le altre. Il respiro dei bambini. I riccioli dei capricci. Non ho risposte e forse molta, troppa confusione. Ma a qualcosa serviranno i giorni del buon dio, per seminare accortezze in qualcun altro. Quanti fiori neri e quanti petali di calunnie. Ma non importa. Ci vorrà la giusta dose di zucchero e d’amaro. Il resto sarà ancora là davanti.

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esiste un lato umano del web?

Mi sono accorto oggi che rispetto alla fluidità dei dati, nel web sia realmente difficile fare amicizia. Quando dai per scontato che sia tutto chiaro all’interno di una conversazione, poi alla fine, ti accorgi che si è complicato, peggiorato. Non lo so se questo dipenda dalla mancanza del suono della voce o del viso. Insomma del fatto che la conversazione si riduca solo ad una serie di caratteri riportati sullo schermo. Che appaia in qualche modo fredda. Forse sono io che vedo male le cose ed effettivamente il web non è altro che un telaio e tutto il resto è senza calore umano. Mi pareva che non lo fosse, anzi che in qualche modo emergesse da questa il lato umano delle persone. Ma forse è stata solo impressione ed il web invece di aumentare la comunicazione peggiora le cose.
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feroce

Rovinare tutto. Ecco quello che voglio. Fare le cose alla rovescia per impazzire un po’. E poi stanca disegnare spingendo la polvere di sanguinella e carboncino con i polpastrelli, per cancellare tutte le mie tracce. Ma poi, ecco, mi assale il ricordo di ieri. La quiete ed il trambusto del pronto soccorso. L’emergenza estiva mentre si combatte per i turni. E tutti vogliono agosto. Io che ci faccio qui a fingere calma? mentre arrivano le urla. Allora sai cos’è? Oggi non ti racconterò nessuna storia. Perché non voglio alleviarti nessun pensiero molesto. E visto che qui si è alzato l’uragano, che qui era tutto sangue, che apparteneva ad un altro, ma era sangue mio, era in un altro ma era mio. Ecco. Oggi non c’è pace per il vento ed il suo bacio è fatto di pioggia grigia, che infierisce sul ricordo della mattina. Oggi ti parlerò di quello che hanno visto le mie orecchie. Quello che hanno ascoltato i miei occhi, nel dolore che ho urlato per la disperazione, nell’umanità divisa in arancio e verde scuro che ha raccolto tutto quel sangue. Era mio ed è mio. E ora è sparso sull’asfalto. E’ qui. E’ tornato da me, sul lettino della barella, tra i vari ferri e strumenti, è qui. E’ tornato da me ma non è in me. E’ volato dal sesto piano senza cura. Allora sai cosa farò oggi. Oggi curerò le punte del mio tridente perché se esiste l’inferno quella è la mia casa. E quando verrai con i tuoi amici, avrò cura di custodirti a modo mio. Ammetto conosco le necessità della carne, per sapere quanto i miei graffi sulle vostre schiene, sembreranno una preghiera contro il cielo. Ho concretizzato realmente cosa sia l’odio… e l’odio siete voi. Perché ieri è morto nostro figlio. E’ volato come un rondone, come capita ai rondoni, una volta a terra non si è rialzato. E l’odio siete voi. Lo rammentate in qualche angolo schifoso della vostra coscienza? Rammentate 23 anni fa? Era facile avermi, vi è bastato drogare le bevande e portarmi dove volevate voi. Mi avete cacciato a forza dentro che quello era il vostro amore. Ma io so che l’amore è il dolore che oggi sento. L’amore oggi mi ha abbandonato, era nel mio sangue, l’ho portato con me. Ho giurato che non avrei mai provato odio per lui. Solo per voi. Ho giurato che gli avrei raccontato che suo padre era una persona migliore. Che era partito per fare del bene ma non era più tornato. Gli avrei raccontato che era caduto da qualche parte. Ci sono sempre stati mille posti per morire. E partono sempre i migliori. Oggi no. No. Non credo più in nulla. Invoco l’inferno per me e per voi. Oggi ho concretizzato cosa sia lo spartiacque tra la vita e la morte. E voi siete la morte perché oggi siete riusciti ad uccidere l’innocenza. Allora se esiste l’inferno quella sarà la mia casa e, quando verrete, avrò cura di custodirvi a modo mio. Anche se ora non so fare altro che battere i pugni. Graffiarmi il volto e gridare per coprire le urla nella mia testa. Le urla del mio sangue. Mi rimane solo questo per sperare ed odiare. Odiare. Odiare e l’odio siete voi. Io vi odio ed odio me. Non sono riuscita a proteggere mio figlio. Sono sopravvissuta a mio figlio. Ho solo questo. Rompere tutto. Calciare, graffiare quando mi prendono e provano a sedarmi. Ho solo questo. Mi è rimasto solo questo e siete voi … l’odio.

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ps. purtroppo un fatto vero :(


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Abruzzo Lutto Terremoto 2009


Esistono sistemi "morali" nei quali, in caso di dubbio, al soggetto è fornita una giustificazione per operare la scelta. Ed esistono sistemi "immorali" nei quali la necessità diviene l'unico argomento per rendere accettabile la scelta. Poi vi sono sistemi "individuali" dove è possibile lasciarsi guidare dalla coscienza e molto spesso essa risiede nel cuore. L'uomo appartiene contemporaneamente a tutti e tre i sistemi. Così come colui che comprende e determina le decisioni da prendere e quelle che non si verificheranno mai. Accanto alla libertà umana vi é la libertà di Dio.

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