Con gli effetti e le cicatrici non restano che pratiche simboliche.
«E potresti aver ragione, soprattutto nel discendere tra un dubbio ed un altro. Quanti simulacri abbandonerai»
Schiacciati e poi respirati all’interno di un debito stanco. Senza altro sapore. Senza premura soffice.
«Possibile che non vada via quel fastidio di limare ogni istante i bordi del tempo?»
Eppure altro non è, scopo principale del cadere, come un solitario restare, appisolato ad una città già vincolata.
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Autore: hermansji .:. | Data: 20 dicembre 2006 alle 10:00 | Categorie: poesia | Tags: cadere, cicatrici, città, dubbio, evoluzione, Hermans Joseph Iezzoni, poesia, restare, tempo | Nessun commento
Come un suono, al mutare del tempo, che fattosi d’un tratto molesto prenda la forma di tutti i ricordi e batta al ritmo del vento, contro le pareti della stanza.
Torna complice il sorriso sulle labbra, a voler dire che tutto passa anche la lunga notte.
Suture di un nuovo principio, sempre serva ve ne sia uno, e poi un’altra notte ma anche questa passerà.
Autore: hermansji .:. | Data: 5 dicembre 2006 alle 14:38 | Categorie: poesia | Tags: forma, Hermans Joseph Iezzoni, labbra, notte, poesia, principio, ricordi, ritmo, stanza, suono, tempo | Nessun commento