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mantra

Come era debole alle prime luci dell’alba la Città, senza un nome, senza sforzo alcuno era immobile. Occhi brillanti di qualche finestra, vitrei privi d’espressione. Attraverso di loro avresti potuto vedere altri che si stavano svegliando proprio come te, o che continuavano a dormire. Ma la città era un gattino, sbirciando le sue palazzine di borgata fino al centro avresti trovato il modo di farle fare le fusa componendo una poesia: perché c’era lo spirito disorientato, ma equilibrato in forme e spazi.
Meditava a lungo prima di spingersi con la gente sui tram, sugli autobus, sui pullman e rifletteva i loro umori per tutto il giorno così che la sua forma era ostile, piena di contraddizioni. Ma la mattina ritrovava il suo equilibrio, la sua unità, mentre per le strade c’erano solo le ombre a camminare inseguendo le carte portate dal vento.
E sembrava chiamarti, «Scendi anche tu dai» mentre fingevi di non ascoltare la sua voce, «scendi anche tu in perfetta unità».
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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