Una stanza privata

Pubblicato il 22 gennaio 2012 in prosa, riflessioni da hermansji

Oggi avrei voluto una stanza privata per poter ascoltare da vicino, quasi coltivare l’arte della pazienza senza avere in testa nemmeno una parola da dire, soltanto ascoltare te. Invece mi sei mancata e la pazienza, confesso, mi è andata un po’ stretta ad ogni rimbalzo del pensarti così silenziosa nella mia mente. Ed è stata proprio l’invadenza di quel silenzio a farsi odiosa compagnia indulgendo troppo col rallentare lo scorrere del tempo, così quando tornavo da te trovavo quella invadenza muta fra i piedi che non voleva sloggiare dalla stanza che volevo soltanto nostra.

Hermans Joseph .:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

Cono d’ombra

Pubblicato il 21 gennaio 2012 in prosa, riflessioni da hermansji

La vita è uno strano fiore. La vita ha la prepotenza di un dettaglio sfocato che diventa netto all’improvviso come il dolore che nascondi, nascondi e non vuoi accettare ma sai che è parte dell’equilibrio. La vita è un sapore pronunciato, ti resta sulle labbra e mette a soqquadro il tuo stomaco ricordandoti grasse banalità come che per ogni verità c’è un prezzo, ma nel suo insieme il prezzo è la vita stessa e t’accorgi solo a consumazione avvenuta che lo stavi già pagando. Prova a sintonizzare il tuo respiro con la frequenza del tuo cuore, ascolta quella voce interiore che trasmette il suo appello... trasmette da tanto ma inascoltata. Torna ad ascoltarti, a riappropriarti di te e dei tuoi veri bisogni. Torna ad ascoltarti, a sentire i tuoi passi trasformarsi nella corsa fuori dal confine di questi coni d’ombra di paura. Forza.

Hermans Joseph .:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

Ponte San Marco

Pubblicato il 17 gennaio 2012 in prosa, riflessioni, www.hermansji.it da hermansji

Cosa ci raccontano le città allungate da questa pioggia che non sembra finire mai? E quando d’improvviso ci imbattiamo in altre bussole che hanno smarrito l’unica direzione plausibile, cosa ci resta da dire? Perché non riusciamo ad aspettare che faccia sereno, perché non riusciamo a confidare nell’arrivo del solito sole? Addormentate le preoccupazioni, almeno perché troppo stanchi gli attori del palcoscenico privato delle nostre bugie, riusciremo forse a governare il ponte di queste navi che si ostinano a non condurci in nessun altro luogo? Troppo prese sono le nostre vele, troppo prese a guerreggiare colle onde e così si resta inchiodati ai piccoli propositi, come al ritornello interiore del nostro godere, negli intervalli in cui il dolore di vivere lascia spazio per respirare a pieni polmoni. Forse non crediamo più agli inganni della luce perché abbiamo rubato un frammento di notte e le nostre navi hanno ripreso rotte ignote per il ritorno e non noi, chi ha davvero il comando? Chi ha preso il comando? Appena una manciata di sogni ci scalda, quel poco che le nostre mani sono riuscite a rubare dal sacco dei desideri, prima che le onde lo inghiottissero negli abissi di silenzio. Osservo il mondo indistinto attraverso questa pioggia che non smette di allungare le distanze come i ricordi, osservo quel poco di mondo che appare all’orizzonte e resto un semplice viaggiatore ma non mi è nota la rotta.

Hermans Joseph .:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

Sarà questa vaga nostalgia

Pubblicato il 16 gennaio 2012 in prosa, riflessioni, www.hermansji.it da hermansji

Sarà questa vaga nostalgia, l’aroma di vaniglia come di un dolce ancora caldo o il cuore che ha tante stanze dove il tempo mi ha insegnato a conservare dettagli e qualche volta non è una passeggiata confrontarsi con ciò che si è stati. Ma quando, come ora, lascio sciolte le briglie dei pensieri è come se mi addormentassi senza aspettarmi nulla di più, null’altro in cambio è… come se tornassero a prendere vita quelle emozioni. E in questo filo di ore, in mia assenza, si destano, si destano come dall’incedere di una lenta notte che non voleva giungere al mattino, le immagini e le sensazioni che ho dimenticato. Si ribellano al mio assedio imperante, prendono forma propria e indossano le vesti di certe storie da raccontare.

Hermans Joseph .:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.