Contorni e carezze
Linee oscure attraversano il mondo per restituire i contorni svaniti d’improvviso, lo spessore alle cose ed è come se fosse arrivato finalmente un pizzico di verità nella ricetta di queste nostre vite. Ondeggi carnale alle carezze di questa pioggia
ma t’appropri di tutto il riflesso proveniente dal cielo, così ondeggi e neppure il vento riesce ad ingannarti o piegarti davvero perché sei il mio unico fiore prezioso.
Hermans Joseph .:.
1 maggio 2012 Commenta
Preghiera pesante
E’ fredda sai questa tomba di sale,
questo mare che culla i miei pensieri
e di notte pare scolpito di onde
nella sua bellezza indifferente
alle rotte che lo attraversano
dentro ed al di sopra.
C’è una sutura lieve,
accompagna il sapore di peccato
che hanno certe parole d’amore
quando sono infilate nella linea armonica
di una preghiera sbagliata…
perché ci deve essere un modo
per trattenere a sé ogni cosa,
un segreto per far germogliare
perfino fiori dalle terre avvelenate.
Ho il cuore in piena
e questo dolore, che tradito cresce
fino ad annegare ogni altro pensiero,
porta il tuo nome, Atalia.
Quando ogni ricordo collide
come il sangue
che sento ancora scivolare
dalla tua lama affilata,
quando germoglio
di questa oscura tristezza
mi sento freddo e imprigionato
nelle profondità di questa tomba di sale.
La ciclicità delle altre vite
non mi è indifferente e
si fa preghiera il mio lamento
affinché non si ripeta in altri il mio destino.
Hermans Joseph .:.
29 aprile 2012 Commenta
Immota manet
E’ nuda e stanca di soffrire questa città addormentata, completamente violata dagli occhi feroci di chi non l’ha mai capita o di quanti l’hanno avuta solo per usarla un po’. C’è un basso inquieto dentro ai solchi dei pensieri, il rullante netto ed i colpi tesi sulle pelli per accompagnare il cuore a 3 minuti e 32 variazioni di una chitarra ruvida e sguaiata… così canta, canta la canzone che tu sei, la canzone che vale la pena tornare a suonare perché no, non potrà mai essere un giorno come un altro. Ti cercano e al tuo corpo nudo ancora si aggrappano, figli coi volti seri che vogliono conforto dall’ombra imponderabile di una tragedia incorniciata dal silenzio del dolore. Sei ancora bella, nonostante la crudeltà delle ferite. Sei un fiore che ha messo troppe spine per non lasciarsi più toccare, un fiore che ha scavato ancora e ancora per affondare nel profondo le sue radici, per restare così immobile contro l’ira della natura.
Hermans Joseph .:.
6 aprile 2012 Commenta
Passeggeri oscuri
Siamo pronti. Ora lo siamo, finalmente. Abbiamo tenuto duro, conservato il rispetto di noi e guardato avanti ad ogni caduta. Ed ora siamo pronti. Con gli occhi pieni della linea del nuovo confine da violare, come una pianura delle idee dove coltivare altri sogni a tempo. Pronti a godere i benefici della velocità, a salutare l’espressione umana e iniettare una nuova dose di slancio vitale, di creatività nell’anima del mondo. Siamo coloro che conducono e sedotti seducono questa nuova verginità al parto di poi… attraverso il battito del tempo, attraverso la pulsazione vera di questo oceano ribelle che irrora di sangue la nostra vera carne, noi siamo le avanguardie di una nuova dignità. Siamo passeggeri oscuri, con le vesti lunghe e impolverate, gli occhiali a proteggerci dal vento e dalle scottature del sole. Siamo il volo e la traiettoria del futuro che disegnerà una nuova verità all’orizzonte.
Hermans Joseph .:.
16 marzo 2012 Commenta
Il Santo
E le mani, le mani dapprima giunte, un poco reclinate e lente… poi aperte, nude come chiese ma ancora oscure e silenziose. Restavano quelle sue mani, espressive di rughe, a raccontare quel tepore dell’estate ormai troppo lontana, il vociare d’ombre che si salutavano colle ultime preghiere nel lieve fiorire del tramonto. Si era bagnato quel suo vestito, bagnato dai riflessi di luce del giardino che giocavano a fare il verso alle prime stelle ormai sveglie nel cielo. Quasi non sembrava più colui che da lungo al fine aveva assaggiato il sapore della meta, che aveva compreso il senso del dolore e accettandolo, accettando il lacciolo aveva anche trovato la pace.
Hermans Joseph .:.
16 marzo 2012 Commenta
Io odio la poesia (seconda ripresa)
Io odio la poesia. La odio per via di quelle sue tonde bugie. Stanno in quiete con le labbra calde come certe voglie, come le risposte che potrebbero far male, quando, attraverso le parole, schiudono i dettagli delle nostre passioni e bruciano sotto pelle le domande trattenute solo per paura. Io odio la poesia. La odio quando diventa complicata seduzione con la tenerezza di mostrarsi pronta e nuda senza vergogna, solo per staccare la spina dal dolore, solo per scivolare nell’abbraccio di una passione. Io odio la poesia. La odio quando il sole si è già fatto alto, quando le vele stanno dritte ma col peso delle cose da portare. La odio perché non siamo noi a condurre, è la poesia a scegliere il viaggio e quando ci lascia sbandiamo incontro al rumore del cuore.
Hermans Joseph .:.
10 marzo 2012 Commenta
Pioggia fitta
Quanto spazio occupano i pensieri? E queste parole in agguato destinate poi a morire così senza il risveglio di colori in dettaglio? Appena un sogno, appena l’abiura di una pioggia fitta per dimenticare, la voce di qualcosa di dolce nei meandri del passato schivato, allontanato, stivato su navi per l’abbandono e mai del tutto disabitato. Sarà anche così grande questa vita ma il suo peso non ci schiaccia del tutto lasciandoci respirare, lasciapassare per i cambi di direzione anche quando son terminate le strade secondarie, anche quando abbiamo consumato suole ed energie a forza di cercare un senso soddisfacente alla nostra condizione essenziale.
Hermans Joseph .:.
29 febbraio 2012 Commenta
Intossicati
Oggi ti sei svegliata col bruciante disincanto di vivere nel versante sbagliato delle cose importanti, poi, stropicciando ancora gli occhi incredula, hai preso a leggere i giornali, pagine su pagine a chiusura di una settimana di basso profilo mentre il senso di nausea riprendeva a sciabordarti rabbia dentro.
Risveglio sì ma poco socievole con la bruciante voglia di segnare un altro punto a sfavore dei colletti bianchi che governano orgogliosi di contraddizioni e scandali, tanto “se la legge è uguale per tutti per i maiali è sempre più eguale degli altri…”.
E allora ecco il ritratto opaco delle bestie acculturate e arrivate, assise come sterpaglia molle impongono visioni e manovrano rivoluzioni ridicole in nome della falsa austerità, guidano una nazione dal monte dei pegni, osservano la rotta e lanciano proclami a bassa voce per non sciupare il clima di finta sobrietà, manovrano e anestetizzano lievi le bugie dalla grassa plancia di questa nave Italia che non ha chiaro quanto manchi alla collisione.
Oggi alla fine ti sei fatta del male da sola, ma cosa ti era preso? Quella strana voglia di leggere, di non restare indietro su quanto accade intorno? Poi hai acceso la radio per addomesticare un po’ il malumore ma si è infilato molesto il motivetto di sottofondo di una canzone copiata, così hai deciso di alzarti a forza di mal di stomaco.
Vuoi indietro almeno un giorno in più? Alla fine ti accontenti del sole al primo rintocco del mattino e vorresti il silenzio a protezione almeno di quei pochi attimi di quiete. Così leggi di tutta questa crisi, di queste menzogne cucite addosso al lavoro di oggi e delle mille scuse che trova sempre la politica per sua propria maleducazione.
Distrazione, libere interpretazioni e il confine oltre le parole. La domenica brucia la gola anche se non hanno ancora appiccato l’incendio, forse è solo l’ennesimo sintomo di questa intossicazione.
Hermans Joseph .:.
26 febbraio 2012 Commenta
Un cuore di cioccolata
Apro con lentezza il pacchetto che mi hai mandato e… invece mento. Mento spudoratamente perché lo apro un po’ grezzo con tutta la fretta di vedere, di vederlo finalmente questo cuore che ha sfidato la neve per arrivare da me. Eccolo qui tra le mie dita, un cuore di cioccolato e no, non devo mangiarlo. Eccolo qui, lo guardo attraverso la confezione. Immagino il “Cagionetto” con quei suoi occhioni già pronto a farlo fuori e sorrido un po’. Così lo squadro di nuovo per trovare un pretesto, per divorarne un pezzetto almeno col pensiero… giuro. Ci gioco con le dita prima di riporlo con cura e finisco per sognare ad occhi aperti di te.
Hermans Joseph .:.
20 febbraio 2012 Commenta
Dolce far nient’altro che buchi nell’acqua…
Pensieri al passo,
il delitto di avere un risveglio dentro
mentre l’Italia annega
nella sua scialba paura delle responsabilità.
Pensieri col cerotto sul minimo indispensabile,
il nuovo programma tecnico caldo caldo
per imboccare rue senza uscita
con grassi sacrifici ma poi di chi? Ah già…
e allora perché non innalzare lodi alla Dea Politica?
- Scusa ma con gli occhi fissi sul pube scoperto della televisione
non stavo prestando poi tanto orecchio alle tue farneticazioni,
così ho tenuto per tutto il tempo i pensieri incollati alla testa.
Li ho tenuti premuti con le dita alle tempie,
perché mi assale spesso la paura di avere la testa vuota
e non mi sento a mio agio a doverci convivere. –
Hermans Joseph .:.
17 febbraio 2012 Commenta